Lo scorso 24 agosto del 2010 è giunta a sorpresa (e a tradimento) la notizia della morte prematura - a soli 47 anni - di Satoshi Kon, geniale regista giapponese di animazione, autore di un pugno di indimenticabili capolavori tra cui Paprika, Perfect Blue e Millennium Actress. Cinefestival ha intervistato Andrea Fontana e Davide Tarò, due dei curatori (insieme a Enrico Azzano) di quello che ad oggi è l'unico libro edito in Italia dedicato al regista, SATOSHI KON - Il cinema attraverso lo specchio. Ecco quello che i due autori hanno raccontato a Cinefestival.
Come nasce l'idea del libro? Perché Satoshi Kon?
(A.F. Andrea Fontana) Fra tutti i registi su cui avremmo potuto scrivere, abbiamo scelto Kon perchè con pochi titoli ha saputo non solo affermarsi a livello internazionale, ma ha anche posto al centro del discorso critico la produzione animata nipponica come sorgente di opere di altissimo valore.
(D.T. Davide Tarò) Perché è, (era) una figura di regista di animazione giapponese che non era ancora stata trattata approfonditamente, perché aveva realizzato o collaborato ad opere che reputavo interessantissime, indimenticabili ed originali. Insomma da vedere, rivedere e studiare.
La DR5 sotto gli occhi di un blogger: le riflessioni sul SUV che spacca il mercato
Rosanna Banfi, un blog per combattere il cancro: "E ora risolvo anche questa"
Attenti la Red Bull fa male: bufala o verità?