Teoricamente il decreto Romani approvato ieri ha ben poco di quello "di partenza", quello che durante l'iter di approvazione aveva fatto preoccupare mezza Italia (Corrado Calabrò lo aveva definito apertamente "un filtro a Internet").
Per ora abbiamo solo l'anticipazione del Ministero dello Sviluppo Economico. Sarebbero spariti tutti i riferimenti ai giornali online, ai blog e ai motori di ricerca, così come cadrebbe il temutissimo obbligo di autorizzazione per chiunque voglia avviare una semplice attività di pubblicazione di contenuti audiovisivi sul web.
L'unico grande punto interrogativo resta su YouTube che potrebbe invece rientrare come unica eccezione all'interno del Decreto insieme ai media trasmessi in TV.
Ce ne parlano Reporters, Comunità Digitali e High - Tech
meno male
Articolo di notevole importanza, ben fatto, è utilissimo leggerlo, grazie
interessante...
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alle 20:08
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bello....