Quei cani erano miei". Ha confessato Ivan Azzarello, 19 anni, il fratello maggiore di Giuseppe, il bimbo di sette anni, sbranato dal branco nella contrada San Cosimo, alla periferia di Acireale. Forse sarebbe bastata una raccomandazione in più, o forse solo un po' più di responsabilità per salvare la vita al piccolo che, secondo una prima ricostruzione dei fatti, sarebbe stato assalito e sbranato da almeno cinque animali, tra i quali un pitbull, un doberman e una femmina di razza dogo argentino che aveva dato alla luce da poco a una cucciolata.
Inizialmente il giovane aveva tentato di depistare le indagini, spiegando che quei cani erano pericolosi , che lui la sua famiglia e il quartiere avevano avvisato la polizia. "A Giuseppe - ha affermato ieri - ripetevamo sempre di non andare a giocare con quei cani perchè era pericoloso. Lo avevamo messo in guardia, ma lui non ci ascoltava. Adesso chi glielo dice a mia madre". Poi, in tarda serata, ha ammesso che era lui che si occupava degli animali, che li custodiva e li nutriva. Insomma che erano suoi.
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