A quanto pare, scrive Pietro Cambi su Crisis, in Libia, mentre l'esimio Colonnello incontrava un importante leader occidentale, promettendosi sempiterna e fattiva amicizia, travolti da immediata e reciproca simpatia, essendo tale Leader come lui vestito in modo improbabile, con amicizie e frequentazioni passate inconfessabili, con i capelli improbabilmente incatramati, con il volto piallato da improbabili lifting, con un gusto per la battuta provocatoria e circondato di belle donne prezzolate, mentre succedeva tutto questo, dicevo, qualcuno giocava a fare il piccolo chimico con il bacillo della peste bubbonica, gli cadeva una provetta o qualcosa del genere, ci restava secco, non prima di aver contagiato almeno un paio di dozzine di compari ed altri innocenti con l'unico torto di vivere nei dintorni.
A quanto pare, almeno a stare a quanto riportato da un paio di media anglosassoni, alcuni mesi fa, quel qualcuno potrebbe essere stato un membro di Al Qaeda.
La cosa, purtroppo, non è uno scherzo e c'è una seria preoccupazione internazionale riguardo all'accaduto.
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