Pope 2 you, il Papa sbarca in rete. Ne abbiamo lette tante in questi giorni, la notizia ha fatto il giro della stampa estera e ha avuto grande risonanza, ovviamente, anche qui in Italia. Proviamo a fare un po' di chiarezza su questo progetto, visto che c'è capitato di leggere articoli che fanno un po' di confusione. Ne abbiamo parlato direttamente con don Paolo Padrini, project manager dell'iniziativa, che cura da tempo il blog Passi nel Deserto qui su Blogosfere.
Come spiega don Paolo il Papa "non è una star che firma autografi", la sua presenza su Facebook è piuttosto una presenza da leggere in una dinamica di Chiesa. Non vi aspetterete mica gli status del Papa, vero? Roba tipo "Oggi fa caldo", "Oggi vado di qui o di là". L'intento di questo progetto è piuttosto quello di mandare messaggi a coloro che vogliono avere un contatto diretto, anche su web, con la Chiesa e quindi con il Papa; ma soprattutto si punta a creare una community di fedeli che possano poi avere, tra di loro, contatti in una dinamica di Chiesa.
E' come se si volesse trasferire una grande comunità utilizzando quegli strumenti di socializzazione del web. E la domanda è spontanea: perchè, effettivamente, non approfittarne. Vuole semplicemente dire stare al passo coi tempi: Facebook, Youtube, iPhone e Wiki. Ciascuno è libero di partecipare, senza alcuna imposizione.
Ma lasciamo che don Paolo ci spieghi il progetto, partendo dalla domanda più banale.
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