Che Expo 2015 scateni gli animi anche a Roma già lo si sapeva, ma ieri sera era uno studio caldissimo quello che attendeva ad Annozero da una parte Letizia Moratti e Lucio Stanca, freschi freschi di riunione con il Tavolo Lombardia, e dall'altra parte Antonio di Pietro e Pierluigi Bersani.
Il nostro sindaco ha attaccato subito stizzita prima Marco Travaglio in merito alla sua introduzione ricordandogli le sue condanne per diffamazione (cosa che tra l'altro i vari ospiti della trasmissione gli ricordano più volte nel corso delle puntate) con un "è così è così" di Brunettiana memoria e poi si è scagliata contro la cognata Milly (Moratti), che nel servizio introduttivo mostrava un palazzo sequestrato del Gruppo Ligresti vicino alla nuova sede della Regione.
Nel servizio introduttivo si faceva riferimento a due delle principali tematiche della puntata: i "palazzinari", così chiamati a più riprese da Di Pietro, e relative speculazioni edilizie e soprattutto, altra tematica piuttosto scottante di cui vi abbiamo parlato spesso, il rischio di infiltrazioni mafiose negli appalti.
Iniziamo dalla prima parte. I servizi di Annozero attravero interviste a residenti, esperti e assessori (Carlo Masseroli) chiedevano conto del problema del conflitto d'interesse di Diana Bracco, del pericolo cementificazione, degli interessi edilizi dei "soliti noti" (uno su tutti Ligresti) e del coinvolgimento dei "soliti noti" in inchieste per tangenti.
Proprio su quest'ultimo punto si è scagliato Di Pietro.
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alle 19:12
laura Restelli
Buongiorno, ho seguito con interesse la trasmissione con la quale il sindaco Letizia Moratti ha illustrato le opportunità derivanti dall’Expo 2015 e immediatamente mi è venuto in mente che è stata tolta una opportunità di lavoro alle società di revisione escludendole dal Codice degli Appalti, art. 153 e dando quindi solo alle Banche l’opportunità di asseverare i piani economici finanziari presentati dagli operatori privati. Tale norma, come peraltro affermato anche dal Garante della Concorrenza (AS282, del 8 luglio 2004), nella "legge quadro in materia di lavori pubblici" (art. 37bis) determina una limitazione della concorrenza nel settore interessato non giustificata da alcuna esigenza di carattere generale. In questo caso, essendo solo le banche (che peraltro finanziano i Progetti ) autorizzate ad effettuare le asseverazioni, non garantisce l’indipendenza e la trasparenza che Lei, Sindaco Moratti, auspica nell’esecuzione dei progetti EXPO. Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento tecnico e mi auguro si possa eliminare questa distorsione legislativa modificando il testo di legge. Con i migliori saluti. Laura Restelli