E se il matrimonio gay fosse possibile secondo la legislazione italiana? Vincenzo Branà, curatore di Omoios, posta l'intervista all'avvocato Francesco Billotta. Il legale ha presentato presso il Tribunale di Venezia il ricorso di una coppia omosessuale contro il Comune che aveva negato la pubblicazione del loro matrimonio.
Un'iniziativa di affermazione civile, portata avanti contemporaneamente in diverse città italiane e che alla fine è riuscita a fare breccia, pensate un po', proprio tra le gondole. Il Tribunale di Venezia infatti, lo scorso 3 aprile infatti ha interpellato la Corte Costituzionale sollevando la questione di legittimità costituzionale di questi articoli.
Il principio ispiratore, insomma, è quello che spiega Billotta ed è il fulcro di questa iniziativa di rete promossa congiuntamente dall’Associazione Certi Diritti e dall’Associazione Avvocatura per i diritti LGBT – Rete Lenford , associazione composta da legali impegnati contro la discriminazione a danno di lesbiche, gay, bisex e trans, di cuii Billota, appunto, fa parte.
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alle 09:26
luciano
scusa perche' un comune deve fare una pubblicazione di un matrimonio gay se sei avvocato dovresti sapere la costituzione
il matrimonio legale riconosciuto dallo stato e' formato da un
uomo e donna (maschio femmina) non da surrugati di sesso
uguale. Se due persone dello stesso sesso si vogliono bene possono benissimo convivere senza fare tanta propaganda
con tutta liberta' senza rompere le balle