Capacità taumaturgiche, fusione in un unica persona della leadership maschile/femminile e persona mediatica: Silvio Berlusconi rappresenta un esempio originale di comunicazione biopolitica. Federico Boni, docente di Sociologia della Comunicazione all'Università degli Studi di Milano, ha pubblicato "Il Superleader" (Meltemi) un saggio per capire la spettacolarizzazione e l'essere mediatico del Cavaliere. Abbiamo incontrato l'autore per discuterne insieme.
Biopolitica: il corpo del premier è diventato oggetto di venerazione grazie Umberto Scapagnini e al suo articolo su “Kos”, la rivista del San Raffaele. Quanto incide l'idea di longevità nella fenomenologia del superleader?
E' sicuramente un simbolo molto potente per l’immagine di un leader che, appunto, sia “super”. Per questo Berlusconi si rappresenta e viene rappresentato non solo come straordinariamente longevo e giovanile, ma addirittura immortale (ad esempio dallo stesso Scapagnini).
La cura del corpo a cui Berlusconi si sottopone costantemente, da cui veniamo aggiornati tramite cartelle cliniche mediatiche in tv e sui giornali, legano la rappresentazione del nostro Premier a una dimensione biopolitica dai contorni sinistri. Senza dimenticare che lo stesso Berlusconi non è solo immortale, ma è anche dotato di poteri taumaturgici.
Ci dica.
Sono numerosi i casi riportati dalla stampa: dalla guarigione del ragazzo uscito dal coma fino alla donna che fa toccare al figlio il corpo del nostro Premier perché “mena buono”.
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