10 agosto 1973. Vittorio Zucconi ha iniziato ad amare ed odiare visceralmente l'America dal quel giorno, quando arrivò "nell'albergo scalcagnato sulla Lexington Avenue di Manhattan". Corrispondente dagli Stati Uniti per Repubblica, che ringrazia per lasciarlo "libero e padrone di sbagliare da solo", Zucconi è tornato in libreria con "L'aquila e il pollo fritto"(Mondadori), un libro sulle roboanti contraddizioni degli Stati Uniti. Una settimana prima delle elezioni che decreteranno la vittoria di Obama, più probabile, o McCain, ora in svantaggio, abbiamo discusso insieme a lui degli equilibri politici e delle future strategie della Casa Bianca per fronteggiare la crisi finanziaria.
Vittorio, se le urne non smentiranno gli ultimi sondaggi, Barack Obama andrà alla Casa Bianca. Vista la crisi finanziaria, credi che passerà alla storia come il primo presidente del declino americano?
Posto che se i sondaggi fossero le elezioni Romano Prodi, che era nettamente avanti, sarebbe ancora presidente del consiglio, io vorrei sperare che passasse alla storia come il primo presidente del rinascimento americano.
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egr.Dr.Zucconi
ho appena finito di leggere il suo libro, che ho apprezzato molto.Desidero farle alcune osservazioni, correggendo alcuni errori, che può emendare in una successiva edizione:
1-pag.83:lei si riferisce probabilmente a Woody Guthrie, non ad Arlo suo figlio
2-Il paese di provenienza di Vanzetti è Villafalletto,non "Vallefalletto"; io sono
di quelle parti e mio nonno conosceva Bartolomeo Vanzetti
3-pag.156:Il Columbia pesava 200 tonnellate, non "200mila, il doppio di una superpetroliera"
Inoltre le chiedo perché, a parte poche parole, non ha scritto di Lyndon Johnson,
che non ha soltanto comandato l'escalation in Vietnam, ma nei suoi quattro anni di
presidenza ha anche fatto approvare delle
leggi sociali particolarmente avanzate, poi abrogate dai successori.
La "damnatio memoriae" di Johnson assomiglia
a quella dei nostri storici su Carlo Alberto, che non ha solo perduto la prima guerra d'indipendenza, ma ha anche dato lo Statuto e soprattutto dato la libertà e i diritti civili agli Ebrei e ai Valdesi, nel 1848 (le faccio presente che ho sempre disprezzato i Savoia e non sono monarchico,
però mi piacerebbe che C.A. fosse
rivalutato, anche se non è stato fatto in 160 anni e non c'è da sperarci in questa Italia berluscona)
Le rinnovo i miei complimenti .
Ferruccio Chianale
per il momento non commento il libro perchè non l'ho ancora letto, la cosa singolare è che il primo giorno di Vittorio Zucconi negli Stati Uniti è anche la mia data di nascita (anno compreso). dante
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Gabriella De Simon
Egr. dott. Zucconi,
i giornali, compreso La repubblica, con tutti i problemi che ci ritroviamo addosso ogni giorno, continuano a commentare con paginate ogni "battuta" del nostro "statista". Non sarebbe molto più logico ed intelligente non nominarlo proprio e lasciare il commento delle sue "uscite" giornaliere alla satira: una bella vignetta di Vauro ad esempio (sono formidabili!) ogni giorno su La repubblica, almeno su quella .it , nominando soltanto la carica: presidente del consiglio (italiano, purtroppo). Cordialmente.