Fascisti buoni e antifascisti cattivi. Prima le polemiche istituzionali, dove La Russa e Alemanno ricordano l'onore e l'onere della memoria per i repubblichini e che il fascismo non fu il male assoluto. Pensavamo fossero solo boutade a titolo personalissimo del Ministro della Difesa e del sindaco di Roma; ma in realtà le dichiarazioni sono state il cavallo di troia che ha risvegliato la parola militante dei giovani di destra. Riconoscersi nei valori dell'antifascismo? Troppo generico.
Federico Iadicicco, presidente romano di Azione Giovani, pubblica sul suo sito una lettera aperta a Gianfranco Fini, tanto per chiarire che i giovani della sua destra stanno con La Russa e Alemanno.
Claudio Alberti, curatore di Roma2011, crede che Azione Giovani, forse, poteva trovare altri argomenti. Poteva protestare contro la melassa che vuole portare Fini dentro al partito, al dimenticatoio in cui vuole gettare tante storie, il qualunquismo in cui vuole racchiudere l'esperienza della destra italiana. Forse si potevano fare queste cose, e sperò che così avvenga (se già è successo, me ne scuso e faccio i complimenti).
Inizia il delirio contro l'antifascismo. I militanti di destra (tra An e l'ala più radicale con La Destra e Forza Nuova) esibiscono ancora con orgoglio il vessillo del Ventennio e non intendono fare un passo indietro.
Fini, dall'altra parte, punta a entrare nell'establishment del Partido Popular. I partigiani non saranno stati il bene assoluto; ma se Melania Mazzucco su El Mundo dichiara che il fascismo esiste ancora, non sarà l'ennesima bufala di sinistra.
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