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Reality e Show su "Donna Moderna"

Matteo Failla avatar Sabato 9 Febbraio 2008, 07:00 in Press and Friends di Matteo Failla
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Complimenti a Fabio Traversa, curatore del blog Reality e Show, che è stato intervistato nel numero di Donna Moderna di settimana scorsa (come potete vedere qui sopra). L'argomento? Bè, ovviamente il Grande Fratello, un reality che anche se perde ascolti in tv è sempre argomento di interesse per gli internauti.

Il ricchissimo blog Reality e Show però non si occupa solo di Grande Fratello, ma di tantissimi programmi che appassionano milioni di telespettatori. Sarebbe impossibile elencarli tutti: soap, fiction, reality, quiz ma anche analisi dell'Auditel e programmi d'intrattenimento. Tutto in tempo reale; insomma, per dirla in gergo Reality e Show è sempre sul pezzo.

Oltre alle news potrete trovare veri e propri approfondimenti, raramente presenti in Rete, che riguardano, ad esempio, Amici di Maria De Filippi: provare per credere, troverete un'infinità di notizie e di video.

Insomma, un blog per veri appassionati di tv.

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20 Set 2008
alle 12:17

Giovanni Talleri

     dal mio blog 

 19.09.08   ALITALIA

      Io, come qualsiasi comune cittadino,  cioè come la maggioranza dei cittadini, per poter formulare un giudizio su quanto sta succedendo all'Alitalia, dovrei poter disporre di qualche dato certo, in merito a stipendi e spese varie e ai tantissimi complicati elementi che costituiscono qualsiasi impresa. Leggere i giornali? Pubblicano belle descrizioni di opinioni non libere dal famoso visto da destra e visto da sinistra, e raramente, come in questo caso, forniscono quegli elementi certi, precisi che sono necessari per poter tirare le somme e pronunciare un giudizio. Cercare in internet? Certamente lo si fa, ma quasi sempre si rimane sconcertati, disorientati perché le notizie sono tante, sono troppe, ed è impossibile leggerle tutte per ragionarci sopra e scegliere, perché comunque sia sempre e solo di scelta si tratta. Non è matematica.

      Ora, un povero diavolo, si fa per dire, che da molti anni sente alla tv la notizia, che si ripete ogni tre - quattro mesi, di scioperi del personale addetto al trasporto aereo, sempre e soltanto per rinnovo contrattuale, e, nonostante il decantato diritto all'informazione, senza poter conoscere a quanto ammontano gli stipendi di codesti scioperanti e gli aumenti che pretendono, come deve comportarsi? Deve adattarsi a perdere il bagaglio, attendere per ore, rimandare il viaggio, spendere di più che con altre

 

compagnie aeree? Che cosa deve fare? Avrà pure il diritto di sapere il motivo per il quale è assoggettato a simile travaglio? Perché i piloti, per lavorare 8/900 ore all'anno non si accontentano di mediamente 160.000 euro oltre ad altri assegni particolari? pur sapendo che alcuni dipendenti, della categoria più bassa nella medesima azienda, ma anche loro necessari, ricevono un salario netto di soli 600 euro mensili? 

     Sono bravissimi, i migliori al mondo, e svolgono un lavoro altamente qualificato e di grandissima responsabilità, ma non devono esagerare, approfittare.

     Un'impresa deve essere sempre in attivo, altrimenti deve chiudere. Perciò il totale delle retribuzioni di chi ci lavora e quindi anche dell'impresario, che ci mette il capitale e l'organizzazione, non può superare il totale netto delle entrate per vendita di biglietti, in questo caso, o di navi, mobili, sanitari, vestiario a seconda dell'oggetto dell'impresa.  E' un principio elementare.

   Qualsiasi intervento dello stato sarebbe, diciamo é, dato che in realtà succede,  un regalo che gli stessi cittadini clienti fanno all'impresa perché è a loro stessi che lo stato prende i relativi soldi.

      Dunque, a pensare che con le tasse versate da un professore, che riceve 1.300 euro netti al mese, o da un operaio, si paghi ad un pilota quello che non riesce a rendere, è assurdo; non intendo il suo rendimento

 

 personale, che può essere anche altissimo, intendo, com'è logico, quello complessivo dell'azienda.

     E se si tratta di cattiva amministrazione, ancora peggio. Ed è scandaloso che presidenti, direttori che pur lasciando l'azienda in rosso, in stato quasi fallimentare, ricevano liquidazioni milionarie e pensioni centinaia di volte superiori a quelle dei normali lavoratori. E peggio se si pensa che occupano certi posti per volontà, e sicuramente interesse, dei politici di turno.

     La norma principale, che dovrebbe valere per tutte le imprese, è il dovere di sostenersi con ciò che producono e non tenere conto, come succede da un secolo a questa parte, della manna dal cielo, cioè dallo stato, perché lo stato siamo noi cittadini, e la massa di noi spesso tira avanti con non pochi sacrifici e vorrebbe vedere meglio investiti i propri quattrini.

     Nel caso in questione, purtroppo, sono tante le verità che i cittadini non conoscono.

     Una verità che si sa vera, almeno dal mio punto di vista, è che i nostri politici, sindacalisti inclusi, sono troppi e troppo pagati; che vogliono essere divisi in tanti partiti per guadagnare di più e continuare  nel gioco dell'irresponsabilità; e che proseguono imperturbabili nelle loro manovre, non nell'interesse di chi rappresentano, ma del loro personale potere, e senza tanti scrupoli. 

      C'è prima di tutto l'interesse per la poltrona.

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