Avevamo parlato di Federico Mello e del suo Welfare spiegato ai bamboccioni, in cui il protocollo tanto discusso e ora approvato persiste nel mantenere lo status quo per giovani e precari.
Nel suo generazioneblog.it richiama da tempo l'attenzione sui punti critici ma nel suo libro "L'Italia spiegata a mio nonno" (Mondandori) mette tutto nero su bianco. Lo abbiamo incontrato per parlare di legge Biagi, istruzione e sistema scolastico e di come si immagina fra trent'anni. Ecco cosa ci ha detto.
Il generale accanimento verso la legge Biagi, non è legato tanto al contenuto della proposta, quanto alla parallela riforma del Welfare che era prevista ma non è stata mai messa in atto. Quali sarebbero i punti principali da affrontare il una riforma sul Welfare?
La flessibilità non nasce certo con la legge Biagi: è questo che mostro ne “L’Italia spiegata a mio nonno” dove ripercorro “la storia” della flessibilità dal 1997 ad oggi. E’ vero però, che il libro bianco di Marco Biagi, che prevedeva un riordino complessivo del mercato del lavoro, prevedeva una parallela riforma del welfare.
Le ricette per un welfare adatto alla flessibilità sono numerose, e sono le famose politiche attive. Penso ad un sussidio di disoccupazione che sia robusto (70-80% dell’ultimo stipendio), subordinato all’accettazione di eventuali lavori offerti da centri per l’impiego che funzionano.
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