Caso Peppermint Jam: dopo 3636 lettere, 330 euro, Otto Mahlknecht, Beppe Grillo e gli avvocati a fare la parte degli eroi sono le associazioni dei consumatori.
Ma non solo.
Da una parte c'é la lettera inviata da Altroconsumo che chiede all'Ordine Forense di richiamare gli avvocati dei discografici e si schiera a difesa dei "minacciati": l'associazione denuncia un comportamento inaccettabile da un punto di vista deontologico che ha portato a usare dati sensibili per richiedere un risarcimento forfetario di 330 Euro per la copia di file musicali il valore commerciale dei quali - vale la pena ricordarlo - è unitariamente inferiore ad 1 Euro.
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Le associazioni più forti però sono quelle createsi online. Da segnalare i blog nati per unire tutti coloro che hanno ricevuto la richiesta di risarcimento: SantaPepper, i 3636, Contro il pagamento di 330 euro; un gran lavoro è stato fatto su P2P Forum.it che ospita diverse discussioni sull'argomento. Davvero interessante il thread dedicato ai media che hanno parlato di Peppermint: un esempio delle differenze tra informazione partecipativa online e giornalismo mainstream.
Ora che la discussione ha raggiunto un'ampiezza considerevole c'é chi comincia a chiedersi com'é cominciata: non solo per ricostruire le fasi della vicenda ma anche per capire chi è il signor Peppermint Jam. A questo proposito vi proponiamo l'inchiesta tecnologica di questo blogger che cerca di risalire alla Peppermint tra indirizzi IP e Server: leggete cosa ha scoperto, a dir poco curioso.
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