Soltanto la settimana prossima sapremo se il distacco del respiratore che tiene in vita Giorgio Welby sia interruzione di accanimento terapeutico o, al contrario, eutanasia. A stabilirlo sarà Angela Salvia, giudice presso il tribunale civile di Roma, cui Welby stesso ha presentato ricorso per trovare una definizione giuridica alla sua vicenda.
La decisione risolverà un caso isolato; difficile dire, invece, se saprà dettare una linea di condotta per il futuro. L'ipotesi di una legge che introduca l'eutanasia nel nostro ordinamento, come si è visto in queste ultime settimane, dà fuoco alle polveri dello scontro ideologico e politico.
Più pacata, benché su toni fermi, la riflessione dei nostri blogger. Libero Pensiero propone un curioso parallelo tra la figura di Welby e quella di un agente segreto, mentre Orizzonte Liberale e Gasolina si soffermano su una prima decisione della procura di Roma, che ha dichiarato inammissibile una parte del ricorso presentato dal paziente. E Schegge di Vetro constata come su Welby stiano decidendo un po' tutti tranne lui.
Mysterium invita invece a sostituire la parola «giudicare» con altre due: «riflessione» e «rispetto».
EUTANASIA
La sofferenza te incomoda hai da accudì la zia?
nun c’è problema che adesso arriva l’eutanasia !
La definiscono a loro dire “ la dorce morte “
è quello che tocca ar malato pe su’ sorte.
Er medico de Ippocrate faceva er giuramento
oggi nun se giura più lo decide er parlamento.
La vita era un bene anche co la sofferenza
se guarda solo ar piacere der resto se fa senza.
S’è radicato l’uso de chiamà le cose diversamente
in modo da confonnere l’idee de tutta la gente.
Defatti chiameno l’eutanasia: “ morte leggera”
chiamatela cor su’ nome “omicidio” e bona sera !
Già l’ONU ha diviso li vecchi in due belle fascie
giovani vecchi e vecchi vecchi co le ambascie.
Questa è ‘na divisione rigida e comunitaria
pe contenere ar massimo la spesa sanitaria.
Pe cui se vuoi essere curato nei tuoi confini
se sei vecchio hai da cacciare fora li quadrini.
Arriveremo ar punto dei vecchi zombi circolanti
ma semo proprio rincoglioniti tutti quanti ?
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giulio berruti
Lascia perdere, vittorio banda: forse sei così fortunato da non aver mai visto morire una persona cara nella sofferenza. Rispetta i rincoglioniti che invece hanno avuto questa disgrazia e rispetta anche la poesia, di già che ci sei