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Chi ti legge ne sa molto più di te

Giovedì 13 Ottobre 2005, 11:58 in Suggerimenti, opinioni, idee di

Gnewsblogosfere_1

La frase del titolo, liberamente tradotta da Dan Gillmor, mi è sempre sembrata una delle più grandi verità dell'informazione.

Ogni volta che posto qualcosa su un blog, faccio un intervento in Tv o dico la mia, immancabilmente trovo sempre chi ne sa di più, chi è super specializzato in quella materia.
E ogni volta sono idee, spunti, suggerimenti che servono a imparare e a migliorarsi.

Blogosfere parte da questo concetto e quindi, mentre stiamo preparando i primi blog, volevo la Vostra opinione e il Vostro aiuto su alcuni punti importanti:

  1. Domini: cosa ne pensate dei nomi dei blog ? E' meglio registrare nomi di dominio tutti simili stile Blogo (Francesco, Marco perché avete fatto questa scelta?) oppure nomi diversi stile Gawker (in base all'argomento) ?
  2. Argomenti: la nostra idea è partire con Politica, Web/Tech e Curiosità/Spettacolo.
    Ma abbiamo ricevuto un'infinità di spunti su moltissimi argomenti interessanti.
    Da che cosa partireste Voi?
    Quali sono gli argomenti, i temi più interssanti/migliori da cui partireste?
  3. : si proprio il rapporto economico da instaurare con chi partecipa.
    Questa sarà forse una richiesta inusuale per un'azienda italiana ma invece mi sembra giusto parlarne apertamente. La nostra proposta, come sapete, è di dividere sulle entrate pubblicitarie di ogni singolo blog (soluzione che ovviamente ha vantaggi e svantaggi).
    Ci sono soluzioni migliori?
    Quale tipo di rapporto può essere il più soddisfacente, stimolante per chi collabora?
  4. Pubblicità: partiremo con Adsense.
    Consigli sull'ottimizzazione?
    Altri network che secondo Voi funzionano (Yahoo)?
    Altre soluzioni di questo tipo?
    Altre possibili idee per rendere economicamente sostenibile Blogosfere?
  5. Proposte, idee e suggerimenti: che cosa stiamo dimenticando?
    Dove stiamo sbagliando?
    Che cosa possiamo fare per rendere Blogosfere un progetto utile e che funziona? (su questo punto apriremo un forum/wiki/_qualcosa_apposta per scambiarci idee).

Mi dite che cosa ne pensate, quando avete tempo?

Grazie :)

19
19 commenti
19
27 Nov 2005
alle 11:49

Diomizio

Ciao Marco,uso questo spazio maggiormente pubblico che una mail indirizzata a te per chiedere cosa ne pensi tu personalmente che hai un blog su argomento internet, gli altri bloggers della stessa classe argomentale, quelli del giornalismo e i semplici utenti-fruitori, su questa notizia di cui immetto 2 web link(nel primo più concisa nel secondo piu declinata nei suoi aspetti pratici): A)http://liberoblog.libero.it/hi-tech/bl1866.phtml.
B)http://blogs.it/0100206/2005/11/25.html#a5005
Buon lavoro.

18
22 Nov 2005
alle 11:30

issimo issimamente

Desidero sapere cosa fare per iscriversi a blogosfere, per entrare a farmi un blog.
Grazie

17
09 Nov 2005
alle 13:08

Marco

Adsense è solo una partenza, Fjejej.

Per fare una raccolta pubblicitaria come si deve servono numeri importanti che nel periodo iniziale è impensabile avere.

Marco

ps: scusa perché non ti firmi? Guarda che Blogosfere non morde anche se fai una critica :)

16
09 Nov 2005
alle 12:55

Fjejej

Domanda: quando parlando di compensi per i bloggers, dite che derivano dal 50% dai proventi pubblicitari, vi riferite agli annunci di gooogle? Perchè, se è così, a meno che non si tratti di un blog strafamoso (come quello di B. Grillo), quel tipo di annunci non rende molto, figuriamoci a dividerlo fifty fifty

15
04 Nov 2005
alle 16:11

Maurizio

Sperando che sia questo il posto giusto in cui scrivere i suggerimenti... pensavo che potrebbe essere utile inserire nella sidebar di ogni blog, accanto ai link dei blog del network anche un'icona con il link dei feed.

Ciao!

14
21 Ott 2005
alle 06:05

enore savoia

Ciao Marco ...
Ho preso visione dei commenti postati , ed'esprimo il mio modesto giudizio in merito.
In linea di massima trovo interessanti tutte le soluzioni consigliate :)
1]Riguardo al nome di identificazione per ogni blog, sarei propenso nel costituire un'unico Dominio , con supporto mySQL che si adatta benissimo all'installazione delle piattaforme wordpress (in questo caso tutti i blog avrebbero un'unico indirizzo ,con la sola classificazione della categoria a cui è collegato [es: www.blogsfere.com/tg24]In pratica il Dominio assume il ruolo di Portale :)e ogni blogger non andrà ad'interferire sulle attività del web avendo il suo accesso personale ;)
Le piattaforme wordpress come sai accettano sino a un gruppo di lavoro espresso in unità "10ID"con attività stesse decise dall'admin. Quindi una ottima soluzione a livello di Disclaimer del portale, ogni admin designato si assume le responsabilità dei contenuti.Come base di discussione iniziale va benissimo ciò che ti sei prefisso , in seguito amplierei dando voce all'Internet Underground, si hai capito bene!A quel Popolo Ribelle spinto solo da una grande passione Informatica e a volte con pochi mezzi a disposizione,che lotta ogni giorno,esprimendosi al meglio in tutte le categorie.;)
Per le rimanenti domande che hai espresso, non mi esprimo!Non mi reputo un'ottimo stratega ne tantomeno un' esperto nei flussi di mercato.
Augurandoti un buon lavoro ... mi eclisso e me ne torno in punta di piedi nella mia Comunità di Splinder :)
Un blogger
enore savoia

13
18 Ott 2005
alle 11:21

Bricke

Per il pagamento dei bloggers capita spesso un problema: ci sono argomenti di nichia normalmente poco letti. Se i tuoi blogger venissero pagati solo in base agli introiti pubblicitari sarebbero spinti a scrivere su argomenti già largamente discussi ma che "tirano" sempre: auto, sesso, internet ecc.

Su Blogo per esempio stanno sperimentando un calcolo basato su un coefficente (questo si può fare però quando si conosce la media dei visitatori, quindi non per i blog nuovi). Non divulgo la metodologia esatta per correttezza.

In questo modo anche chi scrive di un argomento normalmente poco famoso è incentivato e si aprirebbero la strada a blogger di nuovi argomenti tematici. Diciamo che può essere aggiuntivo agli introiti publicitari.

Che ne pensate?

12
15 Ott 2005
alle 13:33

Bricke

Mi associo con chi ti ha consigliato la soluzione: argomento.blogsfere.it

Insieme ad uno stile grafico simile (tipo blogo) usare un indirizzo come riportato è il modo migliore per comunicare che il blog fa parte del network.

Quando il network acquisterà fiducia (se lo farà) qualsiasi altro nuovo blog acquisterà fiducia immediata. Oltretutto non avrai problemi di cercare numo liberi.

Ciao.

11
13 Ott 2005
alle 20:11

leo80

Ho letto dei suggerimenti molto interessanti in questi post, tuttavia, quello che li riassume meglio credo che sia quello di Cristian D.Mattei ,i titoli non possono essere quella miriade di cose astratte e non, che spesso hanno senso solo per l'autore e pochi altri. C'è la necessità della chiarezza e come appunto diceva Cristian, della semplicità. Per quanto riguarda la musica o i video ,sarebbe veramente una figata trovare blog ,che oltre a parlare e proporre, che so, film, fossero capaci di vendere vecchie pellicole, oggetti di nicchia ,per amanti dei vari generi. Sarebbe veramente un boom.
Tra le argomentazioni che non possono mancare, politica, informazione, informazioni per i viaggiatori, gli americani utilizzano molto di piu' internet e i vari siti specializzati per scegliere un albergo ,un ristorante o un tour ,sarebbe davvero l'ora di farlo anche noi (il sito turistipercaso.it è un ottimo esempio nostrano).
Per quanto riguarda l'internazionalizzazione dei nostri prodotti, in questo caso per la lingua italiana a favore di quella inglese, non sono d'accordo.Ovvero,spesso ci lamentiamo di perdere competitività, che la cultura non è sostenuta e che i cervelli fuggono all'estero. In internet l'equivalente di tutto cio' è lo scrivere in inglese in siti italiani, con il solo risultato di lasciare, chi ha meno mezzi, piu' dietro. Bisogna che questa possibilità, che è l'informazione online, sia accessibile a tutti, o almeno che lo sia il piu' possibile.Internet è già oltre confine, chi vuole e sa parlare francese o inglese puo' andare nei milioni di siti in quella lingua. C'è si' la necessita, semmai, di creare un linguaggio internazionale, nel senso che tocchi i piu' svariati argomenti, dalla politica estera ,che spazia dall'Argentina al Togo ,fino a parlare della cucina dello Yemen(ammesso che esista...).
Insomma, propongo siti con titoli efficaci, che si capiscano, con tematiche forti, senza che perdano di interesse a causa dell'inflazione d'informazioni conformi e livellate.Occorre dare una scossa alle coscienze, internet è l'unica possibilità.E quando parlo di possibilità ,parlo di possibilità reali, non di paraventi.

10
13 Ott 2005
alle 18:24

tonyloco

La proprieta intellettuale per legge deve essere dell'autore mentre a blogosfere spetta lo sfruttamento economico (in parole spicciole la legge sul diritto d'autore è così, anche se è un argomento che non si può spiegare in due righe). Per quanto riguarda la pubblicità, mentre tornavo da lavoro mi sono ricordato che Adsense da la possibilità di suddividere le inserzioni in aree, in modo da monitorare ogni singolo click, e comprenderne la provenienza. L'unica cosa da definire è la percentuale.

Sono d'accordo con la stessa grafica e propongo di dare un colore diverso ad ogni area e magari creare delle icone ad hoc che permettano di riconoscere subito l'argomento.

9
13 Ott 2005
alle 17:32

Giorgio Caroli

Argomenti: il titolo è tutto, almeno oggi. Un buon titolo rende interessante un pezzo anche un po' scadente, mentre un titolo scadente ammazza anche il migliore dei pezzi. Per cui io mi permetto di suggerire domini tipo titolo.blogosfere.it

Compensi: da esperienza similare, dico che la pubblicità a mezzi non funziona tanto bene. Primo: chi garantisce che 'a mezzi' sia proprio 'a mezzi'? Secondo, di chi è la proprietà del materiale pubblicato? Di Blogosfere o dell'autore? O a mezzi anche quella? E se è così chi dice quanto vale? Il mercato o il committente?
Credo che chi lavora intellettualmente debba poter contare su una certa 'solidità economica' che gli permetta di 'star tranquillo' e lavorare serenamente. Come dice Montezemolo (che dovrebbe saperne) "l'imprenditore è un uomo solitario, passa notti insonni e quando deve prendere decisioni è solo". Appunto, l'imprenditore, il creativo no... il creativo deve lavorare sul progetto per impulso, perchè 'sente di non poter far altro'. Sii imprenditore di te stesso, come ci ha insegnato Berlusconi, non funziona, come lo stesso berlusconismo ci ha dimostrato. Mi dispiace, il mercato non è una democrazia. E' il più bieco dei regimi, dove vince sempre il più forte, ricco e cattivo. Chi 'intraprende' deve sapere di avere i soldi per pagare ai produttori (lavoratori, contoterzisti o creativi che siano) il prodotto che vuol vendere, altrimenti è meglio lasciar perdere.

Bene Aghenor sul multilanguage... sprovincializziamo l'Italia separandola dall'italiano. Se non raccontiamo mai agli stranieri cosa facciamo e come siamo in una lingua che capiscono, come faranno mai a 'innamorarsi' di noi.?

8
13 Ott 2005
alle 17:05

Aghenor

Per un così alto numero di blog credo che la soluzione di Cristian sia la migliore.

Per il compenso ho scritto un post sul mio blog.

Argomenti... la fame vien mangiando ;)

Pubblicità: Pensate di scrivere solo in italiano?

7
13 Ott 2005
alle 16:06

Cristian D. Mattei

Secondo la mia modesto opinione il suggerimento di tonyloco sul nome dei vari settori in cui Blogosfere vuole concentrare i propri sforzi è esatto. Un dominio del tipo http://argomento.blogosfere.it è facile da ricordare mentre dare un nome ad ogni blog secondo la fantasia del curatore renderebbe le idee confuse a chiunque.
La semplicità è la strada che porta alla vittoria.
Per quanto riguarda invece la pubblicità il consiglio di Davide è corretto. Aggiungo però la possibilità di permettere ai visitatori di Blog che hanno come scopo la recensione di prodotti (musicali, librari, software ed hardware) di poterli acquistare e, ovviamente, di avere, oltre al guadagno portato dalla visita, introiti derivanti dalla vendita per commessa(Amazon, IBS).

6
13 Ott 2005
alle 14:55

tonyloco

Ciao a tutti, posto quì le mie opinioni:


Domini: Per rendere il nome forte e consolidare un'identità, sarebbe meglio dare nomi come: musica.blogosfere.it oppure nome.blogosfere.it
Tematiche: beh, nella mia email che vi ho inviato poco fa, ho indicato "musica" come macroarea, per poi aggiungere delle sottosezioni in base al genere e/o il tema
Per le entrate ci si può accordare su una percentuale degli introiti pubblicitari e, se il blog piace e guadagna punti PageRank, si possono vendere link e spazi pubblicitari per periodi di tempo. (I link degli articoli devono essere però gratuiti)
Pubblicità: ho trovato questo sito che da poco offre servizi anche in italia http://www.vibrantmedia.com/whatisIntelliTXT.asp?ipid=110&cc=it&server=devshed.us.intellitxt.com questo sito offre delle grandi possibilità per i siti/blog che offrono tanto testo, puntando sui contenuti. Anche Adsense è molto buono.
Suggerimenti: per ora nessuno, il progetto è buonissimo.

Spero di essere stato utile...

A presto, tonyloco

5
13 Ott 2005
alle 14:18

Davide

1) Questa è la più difficile: con i domini stile blogo si ha l'idea di isola, separate dalle altre e dalla terra ferma, che cerca, nel suo network, di fare sempre meglio delle altre isole (es: Rai - Mediaset - LA7). Certo, è poco Web2.0, dove l'idea di chiusura è l'antitesi.

2) a) Ecologia, cambiamenti climatici, bio!
b)Azzarderei l'idea di un blog, ma in stile "a list apart", ma effettivamente non riconosco il ritorno economico in termini di "grande visibilità".
c) "Lo Schifo": stile beppegrillo.it.

3) ??? Suppongo un tot a post sia più stimolante per chi collabora ma più rischioso per l'editore: sai le schifezze pur di avere qualche euro in più. Entrate pubblicitarie più un tot a post, ma con una sorta di garante di qualità. forse l'idea migliore. Ma si tratterebbe di coinvolgere almeno 2 persone a blog.

4) Aspettate che aumenta il page rank, poi venderete gli spazi pubblicitari a seconda dell'argomento trattato, mantenendo AdSense. In più, nella parte alta dello schermo, uno spazio pubblicitario, lo stesso, per tutto il network!

5) No un solo media! Più canali. Iniziare con i blog è intelligente, poi passare a WebTV, podcast, wiki... Non solo in Italiano! Suppongo che ne verrà fuori una bella cosa.

Ci parteciperei di sicuro perchè credo nel successo del'iniziativa, ma non credo di poter garantire 2/4 post "di qualità" ogni giorno.

In bocca al lupo

4
13 Ott 2005
alle 13:56

marco

Ci sono (ovviamente) pro e contro tra utilizzare nomi a dominio simili o differenti.

Pro nomi simili:
- tempo ridotto per il lancio di un nuovo blog
- branding riconoscibile tra i vari blog
- vari aspetti tecnici risultano semplificati
- maggior forza del brand network e minore al singolo blog

Pro per nomi differenti:
- caratterizzazione più forte per i singoli blog
- possibilità di spin-off di un singolo blog

Sembra che la seconda scelta sia quella più utilizzata:
http://weblogssl.com
http://weblogsinc.com
http://gawker.com
http://www.communicagroup.it

3
13 Ott 2005
alle 13:28

drkkangel

ciao sono molto interessato al progetto blogosfere, secondo me dovrebbe essere dato molto risalto nelle tematiche al ruolo sociale e politico della comunicazione web, soprattutto a livello internazionale (i giornali ne parlano ma gli articoli sono sempre generici e sembrano fatti in serie!).

2
13 Ott 2005
alle 13:10

Bartolomeo Bruno

Sono Bartolomeo Bruno, genovese, ventunenne, scrittore. L'idea è grande; ora bisogna realizzarla.
Attenzione alle pubblicità: sceglietele con cura; non badate tanto al guadagno, quanto all'immagine che date di voi; date spazio a quelle aziende che meritano di essere promosse; siate voi a scegliere chi è bene sponsorizzare.
Per quanto riguarda la questione economica, l'ideale sarebbe questo: voi fate i conti di quanto vi costa mantenere Blogosfere (calcolando anche la pagnotta sul tavolo che ognuno di voi deve mettere), pubblicate una specie di bilancio e ripartite il costo totale sul numero di coloro che vogliono accedere al blog: gli iscritti. Più l'iniziativa si diffonde, minori saranno le spese del consumatore. Inoltre, in questo modo, saranno davvero i lettori a pagare per leggere. Io fondo la mia professione su una massima: lo scrittore vende i libri, non la penna.
Buona strada!

Bartolomeo Bruno

1
13 Ott 2005
alle 12:06

Bohmbato

seondo mia doete avee utti quassi a stesa grafica...linnirizzo boh....come blog va benne

ciao

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